c’est moi

Interprete… abbastanza direi.

Cantautore, mmm…molto poco.

Musicista, beh…anche no.

Cantante! Ecco, questo c’azzecca proprio. Cantante. Perché…mi piace cantare. Ah…quanto mi piace cantare.

Cosa canto? Beh di certo il rock, tanto rock. I classici inglesi anni ’70 e ’80, ma anche il rock italiano, che ancora non ho capito se è un genere a sé (rockitaliano…tutto attaccato), o se si intende il rock cantato in italiano. Cissenegrefa direi. Litfiba, Timoria, Negrita…ste cose qui insomma. Ma anche il cantautorale; bello il cantautorale, quello italiano, ma anche no. E bello il cantautorale locale, emergente, indie (giusto?), quello dei demo dei gruppi che ascolti live a qualche festa e che alla fine ti danno il “ciddi”. Rigorosamente fisico, perché il profumo del booklet, checchesenedica, e il toccare con mano, ancora checchesenedica, non vale uno “strimming”. Ho cantato, e scritto, anche musical per tanti anni e tanti spettacoli con amici. Ho cantato anche gli anni ’40 e ’50, per intrattenere i nostalgici. Ho cantato anche il rap col Nazza e “I fratelli di Talia” una volta. Canto in italiano, in inglese, e una volta anche in spagnolo grazie a Frank e Leslie. Da solo? Sì certo, m’anche in due, o tre, o quattro (sì, l’ho scritto). Sicuramente in delle band, perché checchesenedica, in tanti ci si diverte di più, si ride di più.

Dove canto? Eh, mettetemi su un palco e non scendo più. Tanti palchi, piccoli (soprattutto) ma anche…medi. Dentro e fuori. Birrerie, caffetterie, sale parrocchiali, giardini, ville, ma anche teatri, piazze, eventi importanti. E vado fiero di tutto. Perché, come si diceva? Ah si, quanto mi piace cantare. Pianobar? Certo. Karaoke? Ovviamente si.

E in studio? Cazzarola, sì! Esigenza primaria, come il palco d’altronde. Ma ogni “tot”, che sono tanto lunghi questi “tot”, si deve entrare in studio. E ovviamente lì rimango affascinato. E ovviamente da lì non uscirei più. Occasioni in cui, ovviamente, conosci musicisti mostruosi. Ovviamente da lì esci con dei dischi fantastici. Che ovviamente ti piacciono tanto. Tranne la voce, quella non mi soddisfa mai, ovviamente.

Nello specifico? Eccovi serviti..

ALTOVOLTAGGIO – la mia prima band, dove è iniziato tutto. Che figata | Demo, omonimo, autoprodotto (1997)

PNR – il cuore, il sudore, i live, i concorsi, spachemotutodiobon | Prova un’altra volta (2002); In movimento – parte I (2009)

QUATTROVILAGIOIA – un corpo e un’anima, e avevo gli occhi dell’amore | coverband, ma non troppo. Non ci credo homessoanchequesti. Ma, comesifaanonmettereiquattrovilagioia?

DIEGO PETTENA – la maturità, le sfide, gli album, il minimalive, Andrea Gobbo, ah…che bravo che è Andrea Gobbo | Una felicità qualsiasi (2012); Ci sarà ancora un domani (2014)

I MELLON – il musical, i sorrisi, gli amici, il teatro. Everyday you can be a newer begin | Ho imparato a sognare (2005); Ho imparato a sognare 2 (2006); Mondobolario (2007); Chi ha ucciso il pappagallo Anacleto (2008); Far west (2009); Cera una volta (2010); Un mondo ideale (2012); Best Of (2013); C’è un posto anche per te (2018); The Anffas Show (2019)

DUOTRIO4 – matrimoni, tanti, Sandrone, risate | pianobar

THE WHITE CARPET – now, l’energia, we rock ‘n’ roll, rebel yell | coverband

E mo? E mo si riparte, dopo un paio di pit stop forzati che, per carità, danno fastidio ma tutto si supera e tutto passa. Per cui cantiamo. Canto. Ciao!

Diego